La sostituzione del gas russo con quello americano è un illusione!

La sostituzione del gas russo con quello americano è un illusione!

Agli esseri umani piace pensare di saper prevedere correttamente il futuro; forse perché conoscere offre loro un certo grado di sicurezza. Un’illusione,  perché le esperienze umane sono  per fortuna imprevedibili.  Finisce così che ci si può trovare, in qualunque momento, in una situazione oltre la nostra  immaginazione; talvolta in situazioni Kafkiane, che attivano la consapevolezza del caos.

Oggi siamo in una simile situazione, dopo anni di crisi legata alla pandemia, immediatamente seguiti dalla guerra in Ucraina. Sembra infatti che non siamo piu’ in grado di prevedere alcunché, ma che esistano solo ombre,  sotto forma di frustrazioni, senso di impotenza e di inadeguatezza. Per di più, nessun segnale di una pace a breve, anzi si parla di possibile ricorso alle armi nucleari come di acqua fresca.

Dopo l’attacco ai due gasdotti,  ci troviamo pertanto, di fronte ad una escalation molto diversa e ben peggiore del passato. E’ infatti questo un evento destabilizzante per qualsiasi persona con un minimo di buon senso. Talmente assurdo che pensare a chi lo possa aver realizzato e perché,  rende estremamente complesso e forse inconcludente il pensiero stesso. Le conseguenze spaventevoli.

D’altro canto, chi sa non parla.  Altrimenti, se sapesse che l’azione va ascritta ad un gesto autolesionista russo, lo avrebbe sbandierato per dimostrare la ferocia degli attaccanti senza scrupoli.

Forse un evento così grave era in qualche modo implicito nel suicidio europeo: si doveva infatti immaginare qualche mossa devastante che potesse mettere alla prova definitiva la sopravvivenza dell’Europa.

Dunque, avremmo dovuto ipotizzare una possibilità teorica, di un gesto estremo, magari organico alla guerra aperta da tempo tra la Germania e gli Usa; ben da prima del divieto all’apertura del Nord stream 2?

Ciò che e’ accaduto in questi giorni potrebbe rappresentare dunque, una possibile conseguenza del fatto che, nonostante lo stato di guerra, tutto il sistema economico tedesco premeva da tempo disperatamente per aprire il Nord Stream 2 e ricevere comunque il gas russo, necessario alla propria sopravvivenza.

Purtroppo, questo approccio non può che basarsi sulla fine anticipata della guerra e, dunque, il mancato conseguimento dei probabili obiettivi geopolitici USA.

Finora gli americani  erano riusciti a imporne la chiusura dei gasdotti, ma più si va avanti con questa guerra, più le spinte ad aprire un tavolo di negoziato potranno conseguire un qualche risultato, e dunque,  tutto ciò renderebbe difficile per il governo USA completare un diverso obiettivo.

Ma allora, se quest’ultimo fosse sempre quello storico: evitare la saldatura Russia – Germania (Europa), sarebbe cosi’ strano ipotizzare che qualcuno abbia pensato bene di sabotare gli impianti per tempi lunghissimi, meglio se per sempre? Così davvero non ci potrebbe essere più discussione: anche in caso di una rivolta popolare ed imprenditoriale contro chi fa mancare il gas: la materia prima non sarebbe comunque più disponibile e gli impianti – forse, distrutti per sempre –  potrebbero essere ricostituiti solo in archi temporali dell’ordine di 5 -10 anni. L’Europa avrebbe tutto il tempo per andare a ramengo.

Potrebbe essere questo uno scenario possibile di una ipotesi di guerra all’Europa, non all’ Ucraina?

E’ facile propendere per un si; in questa epoca abbiamo visto di tutto, anche attacchi a Paesi sovrani sull’onda di fake di Stato sul possesso di armi di distruzione di massa. Figuriamoci tre bombetta di profondità.A fronte di questa ipotesi resterebbe solo quella dell’autolesionismo russo. Ma come giustificare l’ipotesi, sia nel caso Putin vinca lo scontro, sia che vi sia un suo ribaltamento in stile Corbacev/Eltsin?

In entrambi i casi, il mercato del gas europeo, ed i bassi prezzi per l’industria occidentale, resteranno essenziale per Russia ed Europa. Il solo pensiero di anni di impossibilità di trasferire fisicamente il gas renderebbe plausibile l’autolesionismo  come la mossa frutto della pazzia del leader russo.

Infine, se fosse vera la prima ipotesi, come si potrebbe escludere che i russi non rendano pan per focaccia, danneggiando i gasdotti che approdano in Italia da est o da sud del Mediterraneo? Allora si che l’Europa si fermerebbe. Ecco perché parliamo di caos e di imprevedibilità.

Anche in questa amara vicenda emerge, come sempre, anche la componente della farsa:

La sostituzione del gas russo con quello da scisto Usa sta emergendo come un’impossibilità, dunque un’illusione;  un inganno a cui potevano credere solo le persone prive delle informazioni vitali, oppure gli utili idioti.

Il fracking negli Stati Uniti è stato fondamentalmente reso possibile dall’accesso al denaro facile se non gratuito degli anni passati. Questa tecnica estrattiva è estremamente dispendiosa e richiede un investimento costante e massiccio. A differenza dei pozzi convenzionali di petrolio e gas, quelli “fratturati” hanno una vita estremamente breve, con la produzione di un dato pozzo che diminuisce di velocemente.

Ora che l’inflazione negli Stati Uniti sta crescendo molto e il denaro sta diventando costoso, il ritmo del fracking è rallentato. In breve, gli Stati Uniti dovranno presto affrontare una carenza piuttosto che un surplus di gas naturale e non saranno in grado di sostenere e tanto meno di espandere le loro fallaci promesse di esportazioni di GNL verso l’Europa.

Non ci sarebbe motivo, dunque, di aspettarsi che il fracking negli Stati Uniti possa essere di reale aiuto all’Europa.

 

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