La Rai fa esattamente quello che contesta a Putin: l’inaccettabile bavaglio al prof. Orsini.

La Rai fa esattamente quello che contesta a Putin: l’inaccettabile bavaglio al prof. Orsini.

Alessandro Orsini è direttore e fondatore dell’ Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della LUISS e del quotidiano Sicurezza Internazionale. È professore associato nel Dipartimento di Scienze Politiche della Luiss, dove insegna Sociologia generale e Sociology of Terrorism.

Diventato volto noto nei talk show politici per le sue peculiari posizioni sulle cause del conflitto in corso tra Russia e Ucraina.

Un conflitto che egli aveva già ampiamente previsto negli anni precedenti, accendendo ripetute volte campanelli d’allarme su quelle che sarebbero state le conseguenze delle continue provocazioni degli Stati Uniti nei confronti di Putin.

Provocazioni che il professore inquadrava nelle esercitazioni NATO alle porte della Russia e nella pretesa dell’Alleanza Atlantica di allargare la propria sfera di influenza oltre quella che il presidente russo aveva inquadrato come una invalicabile linea rossa.

Le sue posizioni, in controtendenza con il pensiero unico dominante, mirate a cercare la causa e i responsabili dell’escalation di quegli eventi, terminate col gesto estremo di Putin, erano fin troppo documentate ed hanno quindi acceso la curiosità dei telespettatori, che hanno premiato la sua presenza nei talk show condividendo in massa i suoi interventi sul web.

Il professore, è stato premiato per la sua appassionata e meticolosa esposizione dei fatti anche a livello professionale ricevendo diverse proposte, come l’inizio di una collaborazione con Il Fatto Quotidiano ed un incarico in Rai.

Incarico quello nella Tv di stato che ha scoperchiato il vaso di Pandora rendendo chiaro a tutti che quella che dovrebbe essere la Tv degli italiani, libera da ingerenze esterne, è in realtà uno strumento di propaganda eterodiretto da una specifica parte politica. Le voci dissonanti, rispetto alla versione imposta degli eventi , possono trovare spazio in RAI.

L’accordo del docente con la trasmissione Cartabianca aveva, infatti, provocato gli attacchi del partito democratico, dei renziani e non solo. Fino al vergognoso epilogo finale: “la direzione di Rai 3, d’intesa con l’Amministratore Delegato, ha ritenuto opportuno non dar seguito al contratto”. In pratica hanno fatto esattamente quello di cui accusano la Russia di Putin: silenziare i giornalisti non allineati. Che vergogna.

Neanche la conduttrice Bianca Berlinguer è riuscita a nascondere l’imbarazzo: “Decisione che limita gravemente il mio ruolo di autrice e di responsabile di Cartabianca per quanto riguarda la questione fondamentale della scelta degli ospiti.”

Il professore, invece, ha dato ai responsabili di questa vergognosa censura ai suoi danni una risposta da manuale:

“Apprendo – scrive su facebook – che la Rai ha deciso di rescindere il mio contratto stipulato per sei puntate con Cartabianca. Molte altre trasmissioni di informazione mi avevano offerto compensi ben superiori a quello della Rai. Ho scelto Bianca Berlinguer perché penso che sia una garanzia di libertà. Questa libertà va difesa. Per questo motivo, annuncio che sono pronto a partecipare alla trasmissione di Bianca Berlinguer gratuitamente”. Risposta che dimostra la sua grande dignità, il suo buonsenso e soprattutto il suo amore per la verità. Tutto quello che in Rai è scomparso per sempre.

 

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