Intervista non convenzionale a Francesco Amodeo: Dalle inchieste, alle censure, dai libri, alla politica che potrebbe non essere più un tabù.

Intervista non convenzionale a Francesco Amodeo: Dalle inchieste, alle censure, dai libri, alla politica che potrebbe non essere più un tabù.

Francesco Amodeo  nato a Napoli, dove vive e lavora, nel 1977. Laureato in comunicazione. Giornalista controcorrente e indipendente censurato dai media tradizionali per le sue forti denunce, autore del bestseller “La Matrix Europea” e di diverse altre inchieste. Dopo varie collaborazioni con quotidiani locali occupandosi di cronache di camorra, decide di restare indipendente. Attualmente gestisce una rubrica quotidiana su Radio Radio ed una rubrica settimanale su Canale Italia dove ha carta bianca sui temi da trattare senza vincoli e senza censure come fa quotidianamente e in maniera più approfondita sul suo blog personale. Ci ha concesso un intervista integrale.

MATRIX : Buon Giorno Francesco.

Amodeo: Buongiorno a voi

MATRIX : Sappiamo bene che in queste ore sei impegnato nella conclusione della tuo ultimo libro/inchiesta dal titolo ” Perché il conflitto è NATO”

Amodeo: si è stato un lavoro inteso, dover collegare tutti i punti per non lasciare nulla al caso. Mi ero prefissato una data che non ho potuto rispettare perché non immaginavo minimamente che durante la  ricerca emergesse cosi tanto materiale.

MATRIX: La scelta del titolo ? geniale come disse qualcuno. (Il riferimento è a Luca Telese durante la trasmissione Non è L’Arena).

Amodeo: Si, il titolo ha chiaramente un doppio significato. Il primo, è che all’interno del libro racconto innanzitutto quando nasce questo conflitto, che parte dal 2014 ed ha poi la sua escalation nel 2022. E il secondo, mette in luce le enormi responsabilità di Stati Uniti e NATO nel conflitto in corso.

MATRIX: Quanto è difficile la strada per un giornalista indipendente?

Amodeo: Molto difficile, molto più di quanto si possa immaginare, la prima difficoltà è senz’altro la censura. Viviamo nell’epoca dei social, ed è inutile dire che per me, che sono osteggiato dai media mainstream, restano un mezzo importante per arrivare alle persone, ma i social negli ultimi tempi sono diventati oggetto di censura, e sempre più strumento del potere. Per quelli come me che provano a svolgere il proprio lavoro in maniera indipendente senza piegarsi alla narrazione imposta, è diventato davvero difficile far passare i messaggi.

MATRIX: Hai mai pensato di mollare tutto ?

Amodeo: Spessissimo, soprattutto ultimamente , se non ritenessi il mio operato prima di tutto una missione, avrei lasciato questo lavoro da tanto. Le mie denunce mi mettono in una posizione di pericolo e questo non mi fa dormire sonni tranquilli, per non parlare delle difficoltà quotidiane che incontro nel pubblicare i miei contenuti, che ormai, come ho anticipato, sono soggetti a continue restrizioni. Pensa che la mia pagina Facebook con quasi 200.000 follower, frutto di un lavoro di anni è stata oscurata ormai da oltre due mesi. La mia pagina Instagram è in shadow ban in pratica è impossibile trovarla o taggare i miei post. La cosa surreale è che mi sono dovuto aprire un profilo tiktok, quindi cinese, per bypassare la censura occidentale. Siamo al colmo.

MATRIX:  In passato hai detto sempre di NO alla politica. Hai tagliato i ponti con i media mainstream. Le tue inchieste vengono censurate ed i tuoi social oscurati. Come riesci ad andare avanti?

Amodeo: il mio lavoro è possibile solo grazie a chi crede in quello che faccio e lo dimostra abbonandosi al mio blog o acquistando i miei libri. Ovviamente è diventata una continua corsa ad ostacoli da quando ho le pagine bloccate. Ti confesso che per quanto io ami il mio lavoro, che in periodi come questo mi impegna anche 18 ore al giorno, i momenti di sconforto non mancano.

MATRIX: In effetti deve essere estenuante. Noi però abbiamo bisogno di giornalisti come te. E ti assicuro che parlo a nome di tante persone.

Ti rivedremo in televisione? l’ultima volta a Non è l’Arena hai avuto un duro scontro con Luca Telese, che provava ad interromperti in continuazione, ed hai assunto una posizione molto ferma anche con Giletti per alcuni suoi servizi che tu hai contestato duramente.

Amodeo: Non credo che mi richiameranno a La 7, anzi mi hanno cancellato degli inviti. Ironia della sorte era già accaduto nel 2013, quando fui ospite della trasmissione In Onda condotta proprio da Luca Telese. Riuscii a portare in Tv i temi dell’inchiesta La Matrix Europea che non possono essere smentiti, quindi creano molta irritazione in chi invece vorrebbe farlo. Nacque un dibattitto molto acceso con Telese che impallidì quando mostrai in diretta le foto di Lili Gruber (anchorwoman proprio de La7) che entrava alle riunioni del Bilderberg all’estero. Mi misero in “punizione” e per quasi dieci anni non mi hanno mai più chiamato in una Tv nazionale. Poi Giletti ha accettato la provocazione che gli ho fatto pervenire durante la mia rubrica Radio e mi ha permesso un confronto. Mi sono ritrovato difronte nuovamente Luca Telese. Lo scontro è stato nuovamente accesso, anche con il conduttore che purtroppo non era in studio ma in collegamento. Ho detto nuovamente cose che non avrei dovuto dire. Sono riuscito a non farmi interrompere. Morale della favola, sarei dovuto tornare in trasmissione la settimana dopo perché in tantissimi via mail avevano chiesto un mio confronto con il giornalista ucraino Vladislav Maistrouk, ma hanno disdetto. Anche la trasmissione Di Martedì non ha più confermato la mia partecipazione. Sono evidentemente finito nuovamente in una Black List. Chissà per quanti anni questa volta.

Matrix: E’ assurdo che giornalisti di altri paesi possano fare il bello e il cattivo tempo nelle nostre TV, raccontando la loro versione senza contraddittorio, spesso in maniera arrogante e provocatoria, penso a Maistrouk che hai nominato tu, ma anche ad Alan Friedman che fa gli interessi degli Stati Uniti o al giornalista tedesco con posizioni sempre contrarie ai nostri interessi nazionali, e poi giornalisti italiani come te a cui invece negano l’accesso ai media. Abbiamo visto ultimamente anche il caso del professore Orsini, a cui hanno cancellato un accordo in Rai.

Amodeo: In Italia l’informazione è completamente eterodiretta. L’altro giorno in radio sottolineavo, facendo nomi e cognomi, il conflitto d’interessi di molti giornalisti italiani che fanno ufficialmente parte di lobby e think tank fortemente atlantisti, penso al Bilderberg alla Commissione Trilaterale, allo IAI, che sono nati per portare avanti gli interessi di certi apparati USA e che oggi monopolizzano in TV la narrazione sulla guerra in Ucraina, sostenendo ovviamente la posizione americana, che è una posizione contraria agli interessi della pace, contraria agli interessi del popolo ucraino e soprattutto contraria agli interessi degli italiani.

Matrix: Ci stai anticipando qualcosa della tua nuova inchiesta di cui abbiamo svelato il titolo?

Amodeo: “Perché il conflitto è NATO” è stata una inchiesta devastante da scrivere, per l’enorme mole di materiale analizzato,  ma ora sarà devastante per la propaganda occidentale. Andrò a dimostrare, prove alla mano, come stanno mistificando la realtà, sia i nostri media quanto i “nostri” politici. Non potranno nemmeno accusarmi di utilizzare propaganda russa perché ho usato solo fonti occidentali e marcatamente atlantiste. Grazie anche all’aiuto di una fonte americana che è voluta rimanere anonima.

Matrix: Nel 2023 ci saranno le elezioni politiche. Continuerai a dire di NO o c’è la speranza di poter scrivere il tuo nome ai seggi?

Amodeo: Non intendo più scartare a priori questa eventualità, come ho fatto in passato e ti spiego perché.

Gianluigi Paragone si è fatto eleggere con un partito (Movimento Cinquestelle) dal quale io ho preso le distanze già nel 2013, quando iniziai a denunciare cose che riguardavano i suoi vertici, che non mi erano chiare e iniziai ad intuire la deriva che avrebbe preso in futuro. Scrissi una lettera a Casaleggio nel 2012 – diventata virale sul web- dove evidenziai ogni incongruenza con le promesse fatte agli elettori. Quindi non apprezzai il fatto che Paragone avesse invece accettato quella candidatura. Chi fa il nostro mestiere – e lui lo fa molto bene- certe cose le aveva capite già nel 2014.

Poi ho visto Paragone uscire da quel movimento, fondare un proprio partito ed opporsi alle scelte del movimento stesso. E mi sono reso conto che poteva essere molto più utile in quella veste di parlamentare, piuttosto che di libero cittadino. Poi vidi la candidatura dell’amica Francesca Donato al parlamento europeo con la Lega ed ancora una volta ho storto il naso. Ma Francesca si è mantenuta coerente alle sue posizioni, al di la di quelle che fossero le posizioni del partito con cui era stata eletta. Alla fine è stata costretta ad uscirne ma come europarlamentare ha svolto un lavoro utilissimo di denuncia dall’interno delle istituzioni.

Questo dimostra che l’importante è fare entrare nelle istituzioni gli uomini giusti. Quelli che non importa quale “treno” usino per arrivare a destinazione, tanto alla fine il loro bagaglio di valori, esperienze, conoscenze, rimane inalterato. E questa garanzia la può dare soltanto il passato di quella persona.

Una persona senza passato, che non ha dimostrato sul campo la propria integrità, la propria dignità ed il proprio attaccamento a certi valori, rischia di diventare il Di Maio di turno o il Carlo Sibilia, giusto per citarne alcuni che hanno completamente cambiato le proprie posizioni una volta eletti. Ma erano persone che non avevano un passato e non avevano alternative future. Quindi il rischio in quel caso è stato altissimo. Se hai un passato di coerenza ed una alternativa alla politica, il rischio che tu ti faccia incantare dalle sirene è pari a zero. Valuterò al momento opportuno e condividerò la scelta con chi mi ha sostenuto fino ad oggi. Il mio pubblico resta sovrano sulle mie decisioni.

Matrix: Questa è stata una bella notizia. In bocca al lupo con la nuova inchiesta con Matrix Edizioni e grazie per averci dedicato il tuo tempo.

Amodeo: Grazie a voi

 

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Perché il conflitto è NATO

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