Draghi è pronto alla guerra. Ma a nome di chi ?

Draghi è pronto alla guerra. Ma a nome di chi ?

Le parole del premier Draghi alla presenza (da remoto) del presidente ucraino Zelensky possono essere considerate una vera e propria dichiarazione ufficiale di co-belligeranza del nostro paese, che invece di assumere una posizione di neutralità, avalla le richieste guerrafondaie del presidente ucraino e ne avanza poi delle altre che rischiano di spedirci dritto in guerra.

Il presidente Zelensky nel ringraziare l’Italia per aver prestato assistenza al popolo ucraino, non ha perso occasione per richiedere il coinvolgimento dell’Europa in questo conflitto, fomentando odio e alimentando il rischio di ritrovarci in un terza guerra mondiale.

“Dobbiamo rispondere con gli aiuti, anche militari alla resistenza”. Siamo pronti a fare molto di più”. 

Frasi, quelle di Draghi, che non lasciano adito a dubbi: Draghi è chiamato a rispondere ad interessi sovranazionali che nulla hanno a che vedere con quelli degli italiani e che nulla hanno a che vedere con la pace. Si tratta degli interessi di quelle lobby di matrice atlantista a cui appartiene e che da sempre hanno caratterizzato la sua carriera. Il diktat proveniente da certi apparati americani è chiaro: bisogna allargare il conflitto in Europa.  Tutti gli uomini che fanno capo a quelle lobby, sono inevitabilmente chiamati a rapporto, dalla politica ai media a cui spetterà il compito di creare il terreno per giustificare quelle decisioni.

” Vogliamo disegnare un percorso di maggior vicinanza dell’Ucraina all’Europa. Voglio dire che l’Italia è affianco all’Ucraina in questo processo. L’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione Europea.”

In realtà l’Unione Europea e l’Ucraina hanno ancora troppo poco da spartire. Pensate che l’Ucraina considera eroe nazionale quello stesso Stepan Bandera che l’Unione Europea considera un terrorista e fiancheggiatore del nazismo. Sappiamo bene che sono invece gli USA a voler l’Ucraina nella UE come loro avamposto contro la Russia. E questo Putin il cattivo pare l’abbia ben compreso.

Gli ordini che deve eseguire Draghi in questo momento fanno il pari con le esigenze del presidente Zelensky che da settimane sta facendo di tutto per trascinare l’Europa nel conflitto con proposte come la No Fly Zone che altro non è che una richiesta indiretta ma inevitabile di entrata in guerra.

Dopo anni di guerra economica al grido di “Ce lo chiede l’Europa”. Prepariamoci ad un intervento militare al grido di “Ce lo chiedono gli USA”.

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