Così hanno deindustrializzato il paese: Amodeo alla presentazione dei candidati ITALEXIT a Bagnoli.

Così hanno deindustrializzato il paese: Amodeo alla presentazione dei candidati ITALEXIT a Bagnoli.

Venerdì 2 Settembre a Napoli nella suggestiva location del HBTOO DI BAGNOLI  difronte all’ex acciaieria Italsider sono stati presentati i candidati campani alle elezioni del 25 settembre 2022 del partito ITALEXIT insieme al segretario nazionale, il senatore Gianluigi Paragone.

Il giornalista d’inchiesta Francesco Amodeo capolista alla Camera. Unico candidato che a Napoli giocava in casa, soprattutto nello specifico collegio di Fuorigrotta ha letteralmente infiammato la platea:

Ho fortemente voluto Gianluigi Paragone a Bagnoli per diversi importanti motivi, alcuni dall’altissimo valore simbolico. Altri assolutamente sconosciuti ai più ma che non potevano passare inosservati a noi di Italexit, perché fanno parte dei nostri temi fondativi e identitari.

Quello che è noto a tutti è che Bagnoli sia l’emblema del fallimento delle politiche della sinistra in Italia in particolar modo nel Mezzogiorno. L’emblema dell’abbandono del meridione. Ma se oggi siamo qui è soprattutto perché Bagnoli rappresenta enormi potenzialità per il rilancio della Campania e del Sud con ripercussioni positive sull’intero paese. Queste frasi le abbiamo sentite negli anni dai tantissimi politici che in questi quartieri sono venuti soltanto per le passerelle elettorali. Io in questi quartieri ci sono nato. Ho avuto le attività di famiglia e ci sono rimasto a vivere per 45 anni. Nel mio caso non è la politica che entra nei quartieri per fare passerelle. E’ il quartiere che entra in politica per tutelare i propri interessi. Ora permettetemi in due minuti di accendere un riflettore sulle ragioni inesplorate che collegano Bagnoli alle nostre battaglie per la sovranità e per l’interesse nazionale.

Farò alcuni parallelismi tra quanto successo con la dismissione dell’Italsider a Bagnoli e quanto successo all’intero sistema paese.

La dismissione di Bagnoli viene decisa nel 1989. E’ l’anno del crollo del muro di Berlino, quando viene pianificata la dismissione della prima Repubblica in Italia e la deindustrializzazione di quella che era considerata fino a quel momento la quarta potenza mondiale.

La chiusura definitiva dell’Italsider avviene nel 1992, lo storico polo industriale viene spacchettato e svenduto all’estero. Parallelamente l’Italia firmava a Maastricht la sua subalternità a potenze straniere e siglava quegli accordi che avrebbe richiesto lo smantellamento dell’apparato industriale e del sistema economico.

Per entrambi Italsider e sistema Italia, cessava il ruolo dello stato imprenditore, della presenza pubblica in economia. Iniziava la cessione alle multinazionali predatorie e il passaggio al capitalismo speculativo. Lo stato non poteva più salvare l’Italsider, perché nel 92 era stato deciso che da quel momento in poi, lo stato non avrebbe potuto più salvare l’economia e le aziende italiane, i cui interessi diventavano subalterni a quelli delle potenze straniere e dell’imprenditoria privata.

Qualcuno mi domanda come mai tutto questo avvenne a partire da quel fatidico 1992. La risposta vi lascerà stupiti: perché, come abbiamo anticipato, nel 1991 era crollata l’Unione Sovietica ed era venuto meno l’incubo più grosso degli americani: l’avvicinamento dell’Italia ai comunisti. Per scongiurare questo pericolo, durante la guerra fredda, gli apparati statunitensi sapevano benissimo che serviva una Italia forte, sovrana e potenza mondiale. Questa era l’unica garanzia che il nostro paese non cedesse alle lusinghe del comunismo, che in Italia aveva il partito più grande d’Europa. Quindi attuarono la formula che si dimostrò vincente per il nostro paese. L’entrata dell’Italia in una Comunità Economica Europea che avrebbe potuto fornire enormi sbocchi commerciali al suo Made in Italy, ma mantenendo la sovranità e soprattutto mantenendo la propria moneta nazionale ed il controllo su di essa. Con questa formula l’Italia arrivò al 4 posto tra le potenze del mondo, superando in alcuni periodi perfino l’Inghilterra.

Quando il pericolo sovietico venne scongiurato nel 1991 e gli americani cessarono di temere l’avvicinamento dell’Italia all’URSS, la formula vincente venne immediatamente invertita. Agli USA serviva una Europa Unita da essi stessi eterodiretta ed una moneta unica da essi controllata attraverso la finanza. Per convincere la Germania a riunificarsi e a rinunciare al marco e per convincere la Francia ad accettare la riunificazione tedesca, fu richiesto dalle due potenze europee la deindustrializzazione dell’Italia e come disse Chirac: Una moneta unica per controllare la Lira.

Ecco perché pochi mesi dopo la caduta dell’URSS, l’Italia fu portata nel Trattato di Maastricht e iniziò la dismissione delle sue aziende pubbliche, dei suoi poli industriali e delle sue banche pubbliche. Tutto ovviamente dopo aver spazzato via una intera classe politica per fare spazio ai camerieri degli apparati USA e della sottomessa UE.

Noi di ITALEXIT vogliamo ripartire da quella formula che fu utilizzata per renderci potenza mondiale:

Se i nostri competitor hanno voluto una moneta unica per controllarci. Noi chiediamo una moneta nazionale per riprendere il controllo. 

Approfondimenti sul sito: www.francescoamodeo.it

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