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2034 – Shackleton e le due metafore

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Cortocircuito: ecco una delle parole chiave per comprendere il decennio che è appena iniziato! Il cortocircuito fra l’estremo sviluppo tecnologico e la mancanza di consapevolezza che ha estirpato, dagli oscuri recessi della mente umana, ogni senso di responsabilità. Mentre è posta di fronte a scelte epocali ed esistenziali, l’umanità s’interroga sull’effimero e sul futile. E cortocircuito è una parola chiave per capire tutta l’opera di Rino Tringale

c’è l’indagine sui documenti storici, c’è il diario intimo, ci sono l’indignazione e il pamphlet, c’è un sano miscuglio di sociologia e filosofia, c’è il sogno, un sogno che, grazie a questi presupposti, sfocia nell’utopia, concetto vivo e magnifico.

La mancanza di sogni nelle società odierne è conseguenza diretta dell’ignavia intellettuale, dell’apatia morale e del conformismo in cui oscuri centri di potere, utilizzando paura e insicurezza, stanno precipitando, hanno precipitato l’umanità intera.

dalla prefazione di Fabrizio Catalano

regista e scrittore

Categoria:
Descrizione

2034 si snoda fra il 2019 e il 2034 ed è strutturato su due livelli.

In filigrana Ernest Shackleton, il famoso esploratore antartico,

personifica una doppia metafora: la capacità di capire

quando si è raggiunto il punto di non ritorno (come fece durante

la spedizione Nimrod 1907-1909, rinunciando – a meno

di 100 miglia – alla conquista del polo Sud) e la capacità di

perseverare quando si perseguono obiettivi etici (spedizione

Endurance 1914-1917 quando, dopo due anni di terribili avversità

e incombenti pericoli, riuscì a riportare a casa, sano e salvo, l’intero equipaggio).

Entrambe queste capacità sembrano mancare, purtroppo,

al nostro complesso, sperso, conflittuale e fragilissimo mondo.

In primo piano, invece, in una storia che si sviluppa a ritmi

serrati fra Russia, Stati Uniti, Asia Centrale e Polinesia, il

generale Sergéj Lvovič Petruševskij e l’ammiraglio Roger E.

Sciacca si interrogano sul futuro prossimo del nostro pianeta,

per arrivare alla conclusione che sarà l’uso che si farà della

Tecnologia a stabilire se ci incammineremo verso un’amara

distopia o una desiderabile utopia. Capiranno alla fine che

l’equazione per un futuro più giusto dovrà essere: “La forza

prende il potere per consegnarlo alla conoscenza al servizio

dell’etica”. E la forza prenderà il potere grazie al coraggio di

due umani e all’umanità artificiale di un androide, Majo.


2034 - Shackleton e le due metafore


2034 si snoda fra il 2019 e il 2034 ed è strutturato su due livelli. In filigrana Ernest Shackleton, il famoso esploratore antartico, personifica una doppia metafora: la capacità di capire quando si è raggiunto il punto di non ritorno (come fece durante la spedizione Nimrod 1907-1909, rinunciando – a meno di 100 miglia – alla conquista del polo Sud) e la capacità di perseverare quando si perseguono obiettivi etici (spedizione Endurance 1914-1917 quando, dopo due anni di terribili avversità e incombenti pericoli, riuscì a riportare a casa, sano e salvo, l'intero equipaggio). Entrambe queste capacità sembrano mancare, purtroppo, al nostro complesso, sperso, conflittuale e fragilissimo mondo. In primo piano, invece, in una storia che si sviluppa a ritmi serrati fra Russia, Stati Uniti, Asia Centrale e Polinesia, il generale Sergéj Lvovič Petruševskij e l'ammiraglio Roger E. Sciacca si interrogano sul futuro prossimo del nostro pianeta, per arrivare alla conclusione che sarà l'uso che si farà della Tecnologia a stabilire se ci incammineremo verso un'amara distopia o una desiderabile utopia. Capiranno alla fine che l'equazione per un futuro più giusto dovrà essere: "La forza prende il potere per consegnarlo alla conoscenza al servizio dell'etica". E la forza prenderà il potere grazie al coraggio di due umani e all'umanità artificiale di un androide, Majo.